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Raffaele Calvanese racconta "Di che cosa parla veramente una canzone"

 News pubblicata il 06/02/2019
“Di che cosa parla veramente una canzone”: domanda ostica, meglio cantare che raccontare, ma in realtà, questa domanda è il pretesto che ha trovato Raffaele Calvanese, speaker, giornalista musicale, ascoltatore attento e puntuale, per dar vita al suo primo libro dal titolo appunto “Di che cosa parla veramente una canzone,  edito da SCATOLE PARLANTI (casa editrice che fa parte del gruppo ALTER EGO).
Il testo unisce narrativa e musica in quanto è la storia di uno speaker radiofonico che attraverso le canzoni che gli ospiti del suo programma scelgono di volta in volta entra nelle loro vite. Una strada personale che ho cercato di percorrere per parlare di musica ma anche di temi sociali e di attualità.Le canzoni danno il titolo ad ogni capitolo, sono tutti brani italiani che, a parte Lucio Battisti, esplorano la musica italiana alternativa e cantautoriale dagli anni 90 ad oggi. Sono citati infatti artisti come Mao e la rivoluzione, 24 Grana, Offlaga disco pax, Daniele Silvestri, Colapesce, Le Luci della centrale elettrica e I Cani. Lo stesso titolo cita i Tre allegri ragazzi morti, oltre ad una lunga serie di altre citazioni contenute all'interno dei racconti. Il libro è aperto da una piccola prefazione di Francesco Di Bella, voce e penna dei 24 Grana ed ora cantante solista.
 
Il libro sarà presentato giovedì 9 febbraio alle ore 21 al MMB di Napoli in vico Primo Quercia ,3 all’interno del format “Sciolt- Palco Libero” organizzato da “Camera D’autore” . In attesa dell’appuntamento, abbiamo fatto due chiacchiere con Raffaele Calvanese.


Quando e come  è scoccata l'idea di scrivere un libro? 
Nella mia esperienza di giornalista musicale mi trovo a scrivere continuamente di album e di canzoni per molti artisti. Non essendo un tecnico cerco in queste recensioni di trasmettere le atmosfere o le immagini che la musica mi evoca. Col tempo ho sentito nascere, di fianco al lavoro di recensore, la voglia di scrivere però anche qualcosa per me oltre che per gli altri. Dall'unione della passione per la musica e quella per la narrativa è nata l'idea di provare a legare alcune storie alle canzoni, come capita naturalmente nella vita di tutti noi.

E' stato difficile fare una cernita delle canzoni che hai scelto per dare il via ad ogni capitolo?
Potenzialmente questo libro sarebbe potuto essere infinito. ognuno di noi nella propria vita si lega ad un grande numero di canzoni, di certo sono rimasti fuori alcuni brani a cui sono molto legato ma anche le storie avevano bisogno dell'appiglio giusto, per fortuna la selezione dei brani ed i racconti che a questi brani si sono uniti è avvenuta in modo molto naturale. Per chi poi è abbastanza pratico dell'argomento tra le righe di sicuro riconoscerà molte altre citazioni disseminate lungo la strada.

La radio e soprattutto quella indipendente, resta ancora un luogo incontaminato da scelte di mercato e mai come adesso, è lontana anni luce dai veleni, giudizi e commenti che affollano i social.  Per te, la radio è anche parte della tua vita. Come sei entrato in questo mondo?
La radio è una dimensione che ho cercato con tenacia, specialmente per dare sfogo alla mia passione per la musica. Ho cominciato dal basso e da semplice appassionato riuscendo col tempo a ritagliarmi un mio spazio che passo dopo passo è diventato riconoscibile ed anche, spero, un piccolo punto di riferimento per molti artisti nostrani. 
La radio, però, non è un bel posto che sta in piedi da solo. Ogni cosa di valore ha bisogno di cura, fatica e passione, Molti che hanno cominciato con me hanno abbandonato lungo la strada perché non basta solo l'entusiasmo, dietro un programma c'è lavoro, ricerca, ascolto e sacrificio. Grazie a questo spazio ho avuto modo di entrare in contatto con moltissime persone, prima che artisti. Ho visto crescere la "nuova Napoli" musicale. Ognuno ha la sua storia e le sue ragioni che lo hanno portato a percorrere quella strada, col tempo ho capito che la musica è solo la punta dell'iceberg sotto la quale si nascondono storie e motivazioni impensabili. Anche da questo nasce l'idea di scrivere "Di che cosa parla veramente una canzone" 

Francesco di Bella ha scritto la prefazione al tuo libro ed è anche uno dei cantautori che è ritornato prepotentemente ad animare la scena musicale partenopea e non solo. Secondo te, qual è lo stato dell'arte della canzone made in Naples ?
La musica in Campania vive una stagione prodigiosa. Francesco di Bella e i 24 Grana sono stati l'anello di congiunzione tra gli anni 90 e i 2000. I talenti non mancano, e un po' alla volta anche le strutture attorno cominciano a crescere. A mio parere ciò che manca davvero è la capacità di fare rete, mettendo insieme tutta la filiera che va dall'artista al giornalismo musicale, passando per le case discografiche. Esempi come LIBERATO dimostrano che un approccio di tipo altamente professionale, con un'idea, una produzione e una strategia di marketing adeguata riescono ad abbattere tutti i confini, anche quelli dati dalla lingua napoletana che a volte vengono additati come cause della mancata esplosione di una certa musica. Lo stesso vale per album come quello dei Nu Guinea. In Campania, in ogni provincia ci sono realtà validissime, capaci di portare di nuovo la nostra regione al centro della mappa musicale italiana, basti vedere anche i successi ai David di Donatello per citare un altro esempio. 

 La tua top5 delle canzoni che sono parte della tua vita
Di sicuro al primo posto ci sono i 24 Grana, Kevlar o Accireme, difficile scegliere.
Poi nel libro ci sono altre canzoni che non posso smettere di ascoltare come Kappler degli Offlaga Disco Pax, Satelliti di Mao, ma anche E cerca e me Capì di Pino Daniele.
Poi tanta musica straniera, There is a light that never goes out degli Smiths e The drugs don't work dei Verve, due delle band straniere della mia vita.
 
 
Manuela Ragucci