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Quando il rap Ŕ vicino alle donne: intervista a Domity

 News pubblicata il 30/10/2018
E’ fuori “Doppia Identità” il videoclip del nuovo singolo del rapper Domity che, dopo aver affrontato temi che raccontano della realtà del suo territorio, ovvero dell’area della Domitiana di cui ha analizzato il tessuto sociale nel precedente brano “Domiziana” e ancora trattando di riscatto sociale nel brano “Pagine su pagine”, Marco Montanino ritorna ad affrontare temi sociali e di grande attualità, come il femminicidio, e lo fa con un testo crudo che racconta la storia di una donna, apparentemente persa, etichettata dalla gente come una sbandata che forse ha concluso la sua vita terrena inciampando nel girone dell’alcool o della droga come è accaduto a grandi star sfortunate come Whitney Houston o Elvis Presley, ma in realtà è una giovane donna come tante, che da ragazzina sognava l’amore cantato dalla voce di Mina e credeva nelle parole di Coelho, ma che poi purtroppo è caduta nella trappola di un non amore insano che l’ha uccisa, non solo metaforicamente. Una cronaca di una morte annunciata come quelle che riempiono le pagine di nera e purtroppo i tanti talk show che inseguono audience in tv, ma questo brano di Domity avverte quasi un’urgenza, un segnale da dare alle nuove generazione di innamorati, fidanzati, amici, amanti, la voce di un giovane che parla ai giovani raccontando dell’ennesima storia di sangue che non dovrà mai più ripetersi.
“L’amore non è questo- sembra dire Domity nei suoi versi quando racconta di questa storia cruda- l’amore non è femminicidio” e soprattutto il rapper sembra dire che non bisogna nascondere questi fenomeni celandosi dietro ad una doppia identità, ma che bisogna assolutamente denunciare, solo così si potrà uscire da questo vortice di violenza. E ancora, dalle rime di Domity arriva quasi un urlo: “Bisogna troncare le relazioni insane che sfociano in episodi di violenza”, il giovane rapper sembra voler mettere in guardia ogni donna da chi maschera la gelosia morbosa spacciandola per amore.
Il videoclip del brano per la regia di Giorgio Marangolo (Magnetwo Team) racconta in immagini la storia descritta dal testo interpretata da due giovani attori ( Gianluca Tesone e Camilla Cervicato).Un giro in moto unisce i frammenti di questa storia sbagliata che si conclude con triste epilogo racchiuso nei petali di una rosa rossa sulla fredda lapide.
 
Ma conosciamo meglio Marco Montanino, ovvero Domity che ci racconta del suo ultimo singolo, di cosa si potrebbe fare per essere ancora di più accanto alle donne, della sua terra e  dei progetti futuri. Ecco l'intervista: 
 

E' fuori il tuo terzo singolo che ancora una volta si ispira a temi di grande attualità. Qui si parla di femminicidio che sembra davvero essere una piaga sociale sempre più dilagante. Cosa ci sarebbe da fare per contrastarla?
 
Penso che dovrebbero sensibilizzarsi di più gli uomini alla causa, il che non vuol dire scendere in piazza a manifestare, parlo in primis delle piccole cose. Ci sono alcuni uomini che(a parità di guadagno economico) hanno persino difficoltà ad accettare che la propria ragazza paghi il caffè, è proprio un discorso di mentalità, e da quello che ho visto l'Italia è molto indietro su questo rispetto a tanti paesi occidentali. Personalmente credo che la cosa migliore che potessi fare sia stata pubblicare la canzone per farla ascoltare prima di tutto ai miei amici e conoscenti(il discorso diffusione è successivo) perchè con le persone che conosco direttamente posso poi più facilmente incominciare un dibattito sull'argomento, si dovrebbe quindi cominciare a parlare di questo tema e in generale della condizione della donna(e dell'uomo) con chi si frequenta ogni giorno, se si vuole rafforzare il messaggio.
 
Il tuo nome d'arte è un omaggio alla tua terra ed in particolare alla zona della Domitiana. Come ha influenzato il territorio sul tuo modo di fare musica?
 
Diciamo che più che un omaggio, il mio nome d'arte è una sorta di tributo. Anche con tutti i problemi che la Domiziana può avere è comunque un territorio pieno di spunti per un musicista o qualsiasi tipo di artista, se si riesce a leggerne le potenzialità. I miei lavori passati ruotavano bene o male tutti attorno ad avvenimenti e situazioni legati alla zona della Domiziana, quindi direi proprio che l'influenza è stata positiva se dal degrado poi è arrivata l'arte. Non so se avrei cominciato a scrivere se fossi cresciuto in un altro posto, ma sicuramente le produzioni, almeno quelle iniziali, sarebbero state diverse.
 
Quali sono i modelli musicali a cui ti ispiri o ti sei ispirato durante il tuo percorso?
 
Lo spazio molto a partire dall'ascolto, mi piacciono quasi tutti i generi musicali. Ad esempio il mio rapper preferito è Biggie e a lui mi ispiro molto nella tecnica e nella metrica, che inevitabilmente assimili se lo ascolti fino allo sfinimento. Mi piace la musica House, infatti per comporre la base di “Domiziana” ho preso spunto da alcuni vecchi mix di Knuckles e li ho rielaborati aggiungendo un tocco personale. Mi piacciono i cori tipici dell'R&b e l'Autotune della Trap, così ho optato per entrambe le soluzioni per quanto riguarda i cantati. Il mio primo disco racchiude un po' tutto quello che ho citato e mi sono divertito molto a sperimentare.
 
Dopo questo singolo, dove va Domity? Ci sono progetti futuri ?
 
Dopo questo singolo ho intenzione di pubblicare il disco completo e di spingerlo un po', per ora ho curato i video ed i singoli ma a quel punto mi concentrerò quasi esclusivamente sul lato audio, anche se dopo l'uscita del disco credo che pubblicherò sicuramente un altro video, per chiudere il tutto. Inoltre mi piacerebbe affinare il canto per poter ampliare il mio repertorio, quindi credo che prenderò qualche lezione, e poi sto cominciando a pensare ad un nuovo progetto, magari con qualche collaborazione che nel primo non ho inserito.