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Pierpaolo Iermano racconta "Bagnoli Babylon", un disco dalle radici ben salde alla sua terra

 News pubblicata il 01/12/2017
Reduce dalla finale del Premio Bertoli a Modena e dal coinvolgente live al Piccolo Bellini di Napoli dove è stato presentato il suo secondo disco, "Bagnoli Babylon" abbiamo incontrato  il cantautore Pierpaolo Iermano che, tra gli impegni della promozione del disco, ci ha concesso una bella chiacchierata ricordando anche l'appuntamento live di giovedì 7 dicembre alle ore 22 presso il MMB (vico Quercia, 3- Napoli)
 
 
Bagnolese doc, sei da sempre impegnato sul fronte Bagnoli a cui dedichi il tuo secondo disco " Bagnoli Babylon". 
In che lingua si dovrebbe parlare per far uscire la tua terra dallo stagno in cui è intrappolata?
 
Innanzitutto la lingua dell’onestà, quella materiale e quella intellettuale, che se fosse stata declinata correttamente negli ultimi 25 anni, non ci vedrebbe ristagnare in questa Babilonia; poi la lingua della lotta, dell’attivismo concreto intorno al futuro del territorio, perché le lotte condotte qui a Bagnoli, per denunciare la mancata bonifica, i tentativi di speculazione, per contrastare l’articolo 33 del cosiddetto “Sblocca Italia”, hanno finora pagato, ma ovviamente non bastano ancora, c’è un lungo capitolo ancora tutto da scrivere sul futuro di Bagnoli e i cittadini sono ancora una volta chiamati a mobilitarsi per controllare che le promesse siglate con gli accordi istituzionali vengano mantenute e per contrastare i futuri tentativi di speculazione che oggi vedono soprattutto la bellissima isola di Nisida al centro delle mire degli affaristi.
 
Dal Lido Pola al Piccolo Bellini, passando per il Premio Bertoli al teatro Storchi a Modena. Ci racconti questi tre momenti così diversi che hanno come filo conduttore proprio Bagnoli Babylon?
 
Bagnoli Babylon è nata al Lido Pola, la struttura simbolo dell’incuria e dell’abbandono in cui versa il litorale di Coroglio, dal maggio 2013 ad oggi è stata liberata e restituita ad un uso collettivo al servizio del quartiere; quello è un punto di osservazione privilegiato sul degrado ambientale, culturale, persino morale oserei dire, una vera Babilonia; lì abbiamo girato il video, lì abbiamo organizzato un concerto che ha visto decine di artisti coinvolti per finanziare la produzione di questo CD, da lì siamo partiti per portare alle finali del Premio Pierangelo Bertoli questa canzone insieme alla testimonianza di quello che accade a Bagnoli e di quanto stiamo facendo per contrastare la speculazione sul nostro territorio, una bellissima esperienza che ci ha visti tra i super finalisti ad un passo dall’aggiudicarci il primo premio.
Ci siamo consolati poi presentando il disco con un concerto al Piccolo Bellini, nell’ambito di una rassegna del Be Quiet (il collettivo di cantautori di cui faccio parte), e raccogliendo ottimi consensi da parte del pubblico presente, ma soprattutto la soddisfazione di riuscire a fare musica in un luogo deputato all’ascolto, un teatro, dove coi i miei compagni, Gianluca Salerno, Vincenzo Lamagna, Roberto Trenca e Lorenzo Lodato, abbiamo potuto concentrarci soprattutto sulla musica, perché questa, come dico io: “uscisse buona”.
 
Il cantautorato a Napoli. Ti muovi con disinvoltura su palchi importanti e nelle strade della tua città, mentre ti si vede meno rispetto ad un tempo nei club della città.  Come cambia il rapporto con il pubblico ? 
 
Io calco i palchi dove mi invitano a suonare, se mi chiamano nei club ci vado, se mi invitano ad un festival o ad una rassegna idem, se mi chiamano per iniziative sociali o politiche che condivido vado volentieri a portare il mio sostegno gratuitamente, ma siccome non sono un “nome” che fa grandi numeri di pubblico, e non appartengo a nessuna cerchia con amicizie importanti, non sono troppo coinvolto…
Per me suonare e cantare è una esigenza, quando sono stato operato alle corde vocali un anno e mezzo fa, ho temuto di non poterlo più fare, sei mesi dopo stavo di nuovo per strada a cantare e a testare la mia capacità di esprimermi ancora attraverso la musica, per strada non c’è nessun compromesso da fare, se piaci a qualcuno questo si ferma ad ascoltarti, se non piaci passano oltre, è il luogo più libero dove fare musica, anche se il più adatto resta il teatro, in teatro non c’è distrazione, la gente viene per ascoltare, nei club molto spesso il pubblico ti trova lì, non è venuto apposta per te, e magari non ha nessuna voglia di ascoltarti.

 
"Come stai" è il secondo estratto dell'album, un brano- tormentone dal sapore balcanico, corredato da un video a cura di Dario Gaipa, che attraverso le immagini restituisce il senso di frenetica contemporaneità raccontata dalla canzone. Eppure " come stai?" è una domanda che nella sua semplicità racchiude un mondo. Per Pierpaolo Iermano cosa c'è dietro questa domanda ?
 
Torniamo sul discorso dell’ascoltare… Ormai ci si ritrova spesso a sentirsi rivolgere questa domanda come una forma di saluto, ma il più delle volte chi te la fa non vuole realmente saperlo, si aspetta che tu gli risponda con un “bene grazie”, per sentirsi rassicurato… Non sia mai che uno attacchi a raccontare i proprio guai! Allora ho scritto questo testo ironico in cui rispondo alla domanda con un’altra domanda: “ma ti interessa davvero?”.