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La grinta e il romanticismo della pianista Valentina Ambrosanio in un continuo work in progress

 News pubblicata il 07/05/2018
Venerdì 11 maggio alle ore 18 presso la Sala della Loggia del Maschio Angioino si terrà l’evento di musica pittorica “Rendez-vous des arts in-visibles”, ovvero la performance della pianista Valentina Ambrosanio con la pittura estemporanea di Claudia Fuina.
Uno spettacolo unico nel suo genere che nasce dall’idea delle due donne di fondere le due espressioni artistiche in una performance originale e di forte impatto che immergerà il pubblico in un’atmosfera atemporale in cui i due linguaggi si incontreranno dando luogo proprio a un “Rendez-Vous des Artes”, creando un’armonia di suoni e colori ricca di suggestione e fascino in cui l’invisible diventerà visible.Sulle note della pianista Valentina Ambrosanio nasceranno delle forme definite dalla mano di Claudia Fuina e davanti agli occhi del pubblico si realizzerà una performance che parlerà all’animo di chi si troverà a vivere questa esperienza. In occasione del concerto pittorico abbiamo incontrato la pianista Valentina Ambrosanio, ideatrice del "Rendez- vous des arts in-visibles", che ci raccontato della sua musica e  ci ha spiegato qualcosa in più sul progetto. 

- Sarai la protagonista di un evento per il maggio dei monumenti. Un concerto pittorico nella Sala
della Loggia del Maschio Angioino. Cosa deve aspettarsi il pubblico?

Si tratta di un progetto che avevo in mente da un po’ di tempo. Sono sempre alla ricerca di percorsi
sperimentali. Infatti, da questa mia ricerca è nato nel 2015 “Amélie project” che fu l’evento della
Notte degli Innamorati organizzato dall’Assessorato alla cultura di Napoli, in cui si riscoprono e
propongono con veste e sonorità moderna, brani di grandi compositori del ‘900. Questo attraverso
l’incontro dello stile classico con il pop/rock caratterizzato dall’uso del suono analogico e digitale in
forma sperimentale. Lo sviluppo di questo progetto in duo pianoforte classico/violino pop/rock ha
portato alla realizzazione del CD “Playing love” disponibile su tutti i principali Music Store. Questa
mia ricerca riguarda però anche i punti di congiunzione tra le diverse forme d’arte ed ecco che è
nata l’idea della musica pittorica ispirata dalle realizzazioni artistiche dell’’800 ma proposta con
una nuova veste sperimentale che renda i due linguaggi complementari. La sperimentazione
consiste nel riuscire a rendere visibili le emozioni dell’intimo umano generate dall’ascolto musicale
nelle immagini pittoriche. “Rendez-Vous des Artes In-Visibles”, realizzato con la pittrice Claudia
Fuina è proprio un incontro tra questi due linguaggi espressivi generando una performance originale
e di forte impatto che immergerà il pubblico in un’atmosfera atemporale in cui i due linguaggi si
incontreranno dando luogo proprio a un “Rendez-Vous des Artes”, creando un’armonia di suoni e
colori ricca di suggestione e fascino in cui l’invisible musicale diventerà visible attraveso le forme
definite dalla pittura realizzando davanti agli occhi del pubblico una performance che parlerà
all’animo di chi si troverà a vivere questa esperienza.
“La vetta dell’arte si raggiunge solo nella conquista della consapevole libertà dello spirito espressa
nell’opera d’arte ed eseguita al fine di lasciar spirare verso di noi quel meraviglioso alito di
infinito”. Partendo da questi principi romantici, ci siamo spinte verso una sperimentazione in cui
musica e pittura, pittura e musica, si fondono creando un connubio di grande suggestione emotiva.
E’ infatti nell’esecuzione artistica che l’arte si materializza ed è in quel preciso istante che la
“musica può divenire pittorica” se le due arti esprimono, ciascuna nel suo proprio linguaggio,
un’atmosfera, un sentimento, una passione che li accomuna in un preciso momento. La pittura
capace di riprodurre più fedelmente un’immagine, prenderà dalla musica una “tavolozza armonica”
dove i colori pittorici e musicali si fonderanno creando una atmosfera irripetibile ed unica, frutto
della pura e libera espressione artistica che proverà a “far spirare quell’alito di meraviglioso
infinito” proprio dell’esecuzione artistica, in quanto, come disse Victor Hugo: “l’arte è espressione
dell’infinito”.
Sarà un viaggio che partirà da un programma musicale ben preciso che spazierà dai grandi capisaldi
della musica classica, passando da brani contemporanei con particolare attenzione dedicata alle
colonne sonore. Partirà proprio dal repertorio classico con Chopin, espressione della poesia
pianistica con la sua capacità suggestiva ed intima di esprimere i sentimenti dell'animo umano
attraverso le infinite gamme di colori dinamici per passare attraverso la musica legata all'immagine,
dell’universo cinematografico di Tiersen e  Sakamoto in una veste espressiva classica con ritmi pop
trascritti da me fino a giungere al rosso della passione emotiva con Piazzolla, per concludere con i
colori luminosi di Ravel.

- Come è avvenuto l'incontro con la pittrice Claudia Fuina?

Il nostro incontro è stato, come spesso avviene tra artisti, casuale ed in un contesto non artistico. Ma
come sempre succede, il linguaggio dell’arte che ci accomuna ha generato un feeling immediato
che, rafforzato dalla conoscenza dello stile pittorico di Claudia che per me è molto espressivo e
creativo ed in qualche modo vicino al mio modo di concepire l’arte come mezzo espressivo di
emozioni, mi ha immediatamente suggerito di proporre la realizzazione di questo progetto insieme.
Lei lo ha accolto con grande entusiasmo ed abbiamo realizzato il nostro “Rendez-Vous des Artes
In-Visibbles” per PianoCity Napoli proprio al Maschio Angioino. Sottolineo che non abbiamo e
non faremo mai prove preliminari della nostra performance perché vogliamo conservare il termine
Rendez-Vous nel suo significato più libero di incontro casuale di due linguaggi artistici che
entreranno in dialogo in modo unico ed originale, legato alle emozioni che si genereranno nella
performance live. In questo, il pubblico diverrà pienamente parte della performance perché parte
delle stesse emozioni.

- Sei stata protagonista anche della fortunata manifestazione Piano City. Ma un pianista a Napoli
deve confidare solo in eventi come questi per avere un pubblico più vasto? Qual è lo stato dell'arte?

Io partecipo dalla prima edizione di PianoCity a questo Festival, addirittura anticipandolo con un
concerto “Piano City Donna”, che lo inaugurava, insieme ad altre colleghe ed amiche pianiste.
Questo perché ho creduto e credo che si faccia arte con lo scopo di portare un messaggio di bellezza
e cultura nell’ambito sociale, aprendo questa possibilità a tutto il pubblico, soprattutto a chi non è
abituato a frequentare contesti culturali ed artistici. Non ho mai pensato al mio essere musicista
come un lavoro ma come una missione, perché a ciascun artista è affidato il compito di farsi
portatore della bellezza artistica e di trasmettere, come nel caso della musica classica, pagine di
storia di musicisti immortali che ancora oggi rappresentano i cardini fondamentali della musica in
generale. Senza radici non si può costruire il futuro ed ecco l’importanza di conservare, trasmettere
ed eseguire repertori classici. Purtroppo però la cultura non viene sostenuta in modo efficace dal

nostro contesto sociale e così per noi artisti e musicisti nello specifico, diventa difficile trovare
contesti in cui esprimersi. Anche nelle manifestazioni più ampie occorre un impegno personale per
portare a conoscenza del pubblico la propria performance e così ci si trasforma da artisti in Meneger
di se stessi, superando così purtroppo quel bellissimo tempo in cui l’artista era lasciato alla sua
creazione ed ai “mecenati” del tempo il compito organizzativo. Non basta oggi avere idee, progetti
interessanti, talento in una parola essere artista a tutto tondo in una costante formazione personale.
Oggi la società vorrebbe trasformare l’arte in un lavoro comune ma questo è impossibile perché la
sua essenza resta la creatività e dunque necessita di un rispetto e cura particolare. Un artista non è
un lavoratore ma è un “Missionario” della cultura, quella qualità che ha generato le trasformazioni
sociali nel passato dando quella ricchezza inacquistabile e che ispira verso il bello e il bene la
società.

- Dopo questo interessante appuntamento al Maschio Angioino, dove potremo ascoltarti ancora?

Sono in un continuo work in progress… il mio prossimo full stop sarà la realizzazione di un nuovo
cd che parlerà di me e di ciò che la musica ha rappresentato nella mia vita fino ad oggi. Partendo
dalla mia formazione classica, eseguirò brani di celebri compositori dell’800 e 900 che hanno
segnato il mio percorso di musicista fino alle mie sperimentazioni pop nei miei arrangiamenti e
composizioni. Questo richiederà tutte le mie energie nei prossimi mesi e poi ripartirò con un nuovo
calendario di concerti, almeno spero viste le incertezze di cui parlavo per noi musicisti sul futuro.