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La fusion di Forlani come segnale di ottimismo e rinascita: Still Ground!

 News pubblicata il 27/11/2021
La fusion torna prepotente sulla scena musicale napoletana grazie al lavoro discografico del pianista Sergio Forlani che ha appena pubblicato “Still Ground”, un disco che è un insieme di emozioni di cui quella preponderante è l’attitudine all’ottimismo, un faro in musica in questi tempi bui. La genesi del disco in effetti affonda radici proprio durante la pandemia, ovvero verso la fine del 2020, quando Sergio Forlani decide di dare un seguito a “Back on the Ground” iniziando così in segno di continuità a lavorare ai brani del suo nuovo album. Prendono parte al nuovo progetto importanti musicisti come Dario Franco, Enrico Del Gaudio, Brunella Selo, Carlo Lomanto, Giulio Martino, Fausta Molfini, Valentina Ranalli, Simone Sannino, Lorenzo Federici, Raffaele Carotenuto, Rocco di Maiolo.
Il disco sarà presentato sabato 27 novembre alle ore 20,30 presso la sala Santa Cecilia Napoli jazz ( via Montecalvario,34). La serata, introdotta dal giornalista Carmine Aymone, sarà il racconto della genesi di “Still ground” con un live show dei brani. Sul palco insieme a Sergio Forlani (piano e tastiere) ci sarà Dario Franco (basso) Enrico Del Gaudio (batteria), Giulio Martino ( sax soprano e tenore) con le voci di Brunella Selo e Carlo Lomanto.
A poche ore dalla presentazione abbiamo fatto una chiacchierata a caldo con Sergio Forlani che, in procinto di organizzare lo showcase, ci ha gentilmente raccontato qualche chicca.
 
- "Back on the ground" e a distanza di quattro anni "Still Ground". Quali sono le radici su cui affonda il pensiero musicale di Sergio Forlani?
 
Le mie radici musicali sono da sempre quelle della musica anni '70/80, canzoni incluse, quelle della contaminazione tra elementi di jazz, rock, funk, blues, classica, brasiliana, folk...in una parola il genere fusion, molto in voga a fine anni 70, che ho provato a riproporre in STILL GROUND.
 
- Un disco nato in un momento complicato. Quali sono stati gli imput che hanno fatto scattare la molla creativa?
 
 Il 2020 è stato per me come per tutti i musicisti un anno da cancellare, caratterizzato da diversi problemi personali dovuti allo stop forzato alle attività musicali causa covid19. A un certo punto mi è parso quasi non avere più niente di nuovo da dire e da proporre, poi a fine gennaio di quest'anno ho detto basta e ho contattato Max Pone c/o Godfatherstudio per provare a pianificare delle sessioni di registrazione per l'estate. Probabilmente avere finalmente davanti un obiettivo mi ha sbloccato e ho iniziato a comporre i brani di STILL GROUND, materiale semplice, niente tempi dispari, tutto in 4/4 e soprattutto molto groove.
 
- All'interno del progetto ci sono brani in inglese. Perche' questa scelta?
 
La scelta dei testi in inglese per alcuni brani è stata spontanea sia per il contesto musicale da me proposto in questo progetto sia perché ho avvertito mentre li componevo l'esigenza di un messaggio universale di speranza e voglia di tornare a fare musica da far giungere a più persone possibile, come nella fattispecie per People of Hope.                       
 
-Qual è il futuro della musica live per il futuro post pandemia?
 
Per provare a ripristinare una sorta di normalità artistica e musicale post pandemia c'è la via dei progetti personali da diffondere attraverso social e piattaforme online e quella dei progetti e delle iniziative comuni, per me utile per ripristinare una unità di intenti tra artisti e tornare finalmente a fare quadrato senza stupidi personalismi. Ma le autorità nazionali e locali devono tornare a fare la propria parte garantendo sostegno economico a chi fa tuttora salti mortali per organizzare festival e rassegne, finora allestiti a proprie spese e senza aiuto di nessuno.