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Damiano Davide e l'avventura americana nel romanzo "Viaggio in Texas"

 News pubblicata il 31/01/2020
Metti un furgone sgangherato, una folk band composta da amici partenopei, un bel viaggio negli States, il tutto al ritmo di country e southern rock, e il romanzo è servito. Parliamo di "Viaggio in Texas", il primo romanzo di Damiano Davide, partenopeo doc, classe 1987, pianista, compositore e direttore d'orchestra, che lavora principalmente nell'ambito della musica lirica, a cui affianca il suo forte interesse per la musica popolare. Damiano Davide sarà ospite della grande festa di sabato 1 febbraio all’Ex Asilo Filangieri, per salutare la folk band “La terza Classe” che partirà per nuovo un tour negli States. Ed è proprio da un precedente tour a cui ha partecipato anche Damiano Davide che prende vita questo romanzo di viaggio. Conosciamo meglio l’autore in questa intervista:
 
- Qual è stata la scintilla che ha mosso un musicista formatosi in ambiente classico a scrivere un romanzo dalle atmosfere folk?
Questo viaggio ha a che fare con la musica folk sia perché si tratta di un tour musicale con un gruppo di musica folk-bluegrass sia perché, nel raccontare il Texas, non potevo non soffermarmi su un aspetto così importante, soprattutto essendo io stesso un musicista. La mia formazione è classica, è vero; ho studiato pianoforte, composizione e direzione d’orchestra e il mio lavoro è prevalentemente nell’ambito dell’opera lirica. Però ho sempre avuto un fortissimo interesse per la musica popolare, da quando poco più che bambino ho cominciato a suonare nel gruppo di musica popolare di mio padre, i “Viamedina”, e sono entrato in contatto con le ricchissime tradizioni musicali della Campania. In seguito la mia attrazione per tutto ciò che è “folk” è sempre cresciuta. Quello che più mi piace della musica popolare è la sua capacità di raccontare la verità, la sua narrazione schietta, veritiera, che raggiunge in qualche caso vette di poesia incredibilmente alte.
 
- Quando è avvenuto l'incontro con i componenti de La Terza Classe?
Moltissimi anni fa! Con alcuni di loro addirittura ai tempi delle scuole medie, per questo il loro invito ha rappresentato l’opportunità di visitare una parte degli Stati Uniti così affascinante come il Texas, in compagnia di un gruppo di amici fraterni. La bellezza di quest’avventura irripetibile sta proprio in questo.
 
-Dalle poesie e alla prosa di singoli testi, fino al romanzo. E' stata dura dover immaginare un percorso di scrittura più complesso ed articolato?
Il libro è costruito come un diario di viaggio. Fortunatamente avevo preso moltissimi appunti, nonostante l’enorme difficoltà di dover scrivere a penna su un taccuino all’interno di un furgone. Poi mi sono fatto furbo e ho cominciato a registrare degli appunti vocali… molto più semplice! Naturalmente, una gran parte del processo di scrittura è passato attraverso la rielaborazione dell’intera esperienza a posteriori, a mente fredda. Il mio obiettivo principale era quello di rendere il racconto in qualche modo fluido, scorrevole, e di riuscire a suggerire al lettore la velocità del viaggio su strada, nonostante i momenti di riflessione.
 
- A quando il prossimo viaggio? E magari, il prossimo romanzo?
Tra pochissimo ritornerò al mio lavoro in teatro a Catania e sarò quindi via da Napoli per qualche mese. Il prossimo viaggio “creativo”, invece, non sarà fatto di parole ma di musica, ho già in cantiere diversi progetti e sono sicuro che anche la composizione risulterà arricchita da questa mia recente avventura. Per quanto riguarda il prossimo libro adesso non ci penso, ma mi piacerebbe moltissimo riuscire a tradurre “Viaggio in Texas” in inglese. Se dovessi immaginare un altro romanzo, però, vorrei cimentarmi in un racconto di pura invenzione.